Quali gas carrier possono essere utilizzati in gascromatografia?

La scelta del tipo di gas carrier per un'analisi con un gas cromatografo (GC) dipende da diversi fattori, in particolare:

  1. Principio di solubilità: il gas carrier deve essere sufficientemente solubile nelle fasi stazionarie per permettere una separazione efficace dei composti gassosi.
  2. Gas inerte: il gas carrier deve essere sufficientemente inerte da non reagire con i componenti da analizzare.
  3. Pressione parziale: la pressione parziale del gas carrier deve essere sufficientemente elevata da consentire un flusso adeguato (velocità dei composti) attraverso la colonna cromatografica.
  4. Purezza: il gas carrier deve essere puro per evitare interferenze nelle analisi.
  5. Stabilità termica: il gas carrier deve essere stabile alla temperatura della colonna cromatografica per evitare disturbi e garantire alte prestazioni.
  6. Costi: il costo del gas carrier deve essere considerato al momento della scelta, in quanto alcuni gas possono avere costi più alti.

Il tipo di gas carrier utilizzato nella maggior parte delle applicazioni con un sistema GC è l'Elio, poiché soddisfa questi requisiti in modo ottimale. Tuttavia, a seconda delle esigenze specifiche per l'analisi, oltre all’Elio possono essere utilizzati anche altri gas, come Azoto, Idrogeno e Argon.
La corretta scelta del gas carrier è essenziale per l'interpretazione ottimale del cromatogramma che si ottiene al termine del processo analitico in laboratorio.

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